DIARIO DI UN ORTO

la ballata degli orti liberi

L’inverno sta per volgere al termine, piano piano si ricomincia a seminare, potare, innestare e molto altro, fremo per rivedere gli orti primaverili, penso a come erano e come saranno, mi riguardo vecchie foto e vecchi video, sono queste le mie agende, grazie alle immagini prendo appunti e spunti per il futuro, come in questo video; la ballata degli orti liberi, ma liberi da cosa? da certe politiche, da istituzioni, enti ed associazioni che ciclicamente compaiono con i loro studi, analisi, ricerche, e infine relazioni quasi scontate che durano lo spazio di un finanziamento, come sono arrivati se ne vanno senza aver lasciato traccia se non nel loro conto in banca, io, la natura, i miei orti restiamo e resistiamo liberi.

Questa è una ballata senza musica, solo il cinguettio all’albeggiare dei passeri, i primi passi dell’uomo, e il rintocco delle campane della chiesa di Cerveno che ricordano le 6, le ore più belle, fresche e tranquille, l’aria è sottile, è lì che fermerei le ore, Il tempo appena prima dell’alba è il momento in cui l’uomo e la natura contengono più energia ed io mi sento come fossi l’unico uomo sulla terra, mi sveglio ogni mattina consapevole che vedrò nei campi eventi fantastici, e qualcosa di meraviglioso accadrà. Ricordatevi; i miei orti c’erano, ci sono, ci saranno, mentre gli intrusi passeranno

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