TERRA

vi racconto una storia

Probabilmente l’ultima storia che racconterò in questo blog, e perdonate se ci saranno parole rabbiose e scurrili, ma quando succedono certi fatti ti cascano le palle (ecco la prima!).

E’ una storia di campi, di patate, di acquirenti, di padroni, di mezzi uomini, di parole che non valgono nulla, torniamo indietro di un anno e mezzo quando mi son trasferito in un piccolo e tranquillo paesino, con la nuova casa è arrivato un nuovo campo, stesso proprietario, il secondo, cioè il campo in comodato d’uso gratuito, tutto sulla parola, niente di scritto, ma la parola per molta gente non conta un cazzo, così con un amico nel terreno abbiamo seminato patate a marzo, sapevo che il proprietario era speranzoso di vendere il terreno, pensavo che sarebbe stato difficile anzi impossibile, mi chiedo chi voglia comprare un terreno sul conoide della Concarena, perennemento arido e ricoperto di sassi, a prezzi alti, nel caso l’avesse venduto pensavo senza dubbio avrei potuto tranquillamente terminare le mie coltivazioni in atto, non è andata come pensavo ma l’esatto contrario; campo venduto con clausola dei nuovi proprietari che sarei dovuto sloggiare entro il 13 agosto, oggi è il 9 agosto, le patate son ancora lì, sono ancora verdi, di cui una varietà sta terminando la fioritura, cosa dovrei fare? rifiutarmi, è quello che ho fatto, ma il 13 verrà un terzista a lavorare e ripulire il terreno, oppure protrei piantare in piedi un bel picchetto, chiamare un pò di compagni e fare casino, ma non ho più voglia ed è pure agosto…un attimo! ora che ci penso è proprio un vizietto, un anno fa dopo aver dato il terreno a me lo diede anche ad un altra persona, immaginate la mia sorpresa quando un giorno entrai nel campo, allora non c’era ancora nulla di seminato, e trovai il prato trinciato, il tipo successivamente si tirò indietro e quindi rimase a me…ecco la storia in breve è questa, che dire; mi cascano i coglioni! sono incazzato e questo week-end raccoglieremo patate non ancora del tutto mature…per me non finisce qui, nel frattempo O.T. quel dito ficcatelo in culo.

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One thought on “vi racconto una storia

  1. tellin lascia perdere ho coltivato quello che tu sai qui inzona dalle mie parrti…per essere prudente max 3-4 piante a posto,, ma parliamo di terreni in mezzo ai boschii che non se li incul nesssuno…mi sabatto ad andare ad innaffiare la matttino lle 4.30 per nondare nell’occchio, e credimi che a quell’ora con taniche da 25 litri in salita on è una passeggiata. morale , le piante inizziano a fiorire, ovviamente crescoo grazie alle mie amorevoli cure e poi una bella mattina me le ritrovo estirpate, prima in un posto poi in un altro e poi in un altro ancora…me ne saranno rimaste meno della metà, e non so quante raggiungeranno il raccolto. DITO MEDIO anche per me e la GUERRIGLIA CONTINUA!!!

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