DIARIO DI UN ORTO

pollice-indice-schiacciare

Con la parola “bau” gli anziani contadini della zona definiscono ogni tipo di parassita; il bau della patata=dorifora, il bau dei cavoli=cavolaia e così via, siamo circondati da bau, mettiamoci anche i peggiori, quelli che quando attaccano non ti lasciano nulla, in questo caso mi riferisco ai bipedi umani, qui in zona c’è una bella infestazione.

Io son peggio del più potente antiparassitario in circolazione, “mors tua vita mea” come si dice, con me la dorifora non passa le qualificazioni, ne il primo turno, pollice-indice-schiacciare tutte le mattine dalle 5 alle 6 prima di andare al lavoro, in primavera faccio la posta, proprio dove so ha svernato aspettando quelle che usciranno dal letargo, già così elimino gran parte della popolazione risolvendo il problema a monte, col passare delle settimane le poche sopravvissute che hanno fatto le uova saranno ripassate senza pietà, attenzione la dorifora potrebbe fare le uova anche su solanacce selvatiche come il solanum nigrum cioè l’erba morella, questa è una scoperta recente che mi ha lasciato sorpreso, la rotazione dei campi è utile per sfuggire a questi famelici parassiti, ma possiamo paragonare questo alle famigliole che dopo aver passato il weekend in montagna decidono di ripartire per la città la sera tardi aspettandosi di non trovare traffico, nel frattempo tutti hanno pensato la stessa cosa e quindi rimarrano imbottigliati in fondo alla valle, portare la coltivazione in un altro campo è un ragionamento simile perchè tutti ovunque coltivano patate, io andrò dalla parte opposta del paese e altri faranno lo stesso avvicinandosi al mio vecchio campo, sarà praticamente solo uno scambio di dorifora, si potrebbe scrivere a lungo su questi parassiti, come anche sulle cimici, un altra piaga che negli ultimi anni è aumentata considerevolmente attacca cavoli, fagioli e pomodori in primis, io le distraggo seminando diverse varietà come soia, rafano da sovescio, senape e rucola queste così si suddividono, anche in questo caso passo a primavera controllando sotto le foglie dei cavoli se ci sono uova, come sempre pollice-indice-schiacciare, cercando così di dimezzarne la popolazione, la cimice quando depone ha un grande senso estetico ed ordinato, rilasciando le uova sulle foglie con precise forme geometriche, grazie a questo non rischio di schiacciare uova di coccinelle, questi due parassiti sono decisamente quelli che fino ad oggi hanno dato più problemi, ma ce ne sono altri, tantissimi, alcuni sconosciuti, la mosca dei cavoli e delle cipolle, le limacce, i ferretti, la nottua, l’altica, pidocchi e afidi, con infestazioni più o meno gravi in base anche all’andamento metereologico stagionale, lasciare l’orto spettinato ricco di erbe spontanee mi ha sempre aiutato, intanto osservo, provo macerati e nuove soluzioni, per esempio quest’anno con la pacciamatura in lana mi sono salvato dai lumaconi, una volta saliti sopra non riescono più a strisciare, dopo di che passo io, in questo caso non li schiaccio ma li affogo nel macerato di ortica, a volte sale la frustrazione e lo sconforto, ma mi sono sempre assicurato un raccolto senza avvelenare, senza fare danni.

 

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