PIANTE/SEMI

storie di semi

I semi da milllenni accompagnano la storia dell’umanità, degli spostamenti e delle migrazioni dei popoli, in tempo di guerra e in tempo di pace, io amo seminare e coltivare, amo la storia fin da piccolo, soprattutto amo le storie piccole, quelle delle persone normali, moltiplicando un  seme porto avanti una storia, iniziata chissà dove e chissà quando, la arricchisco ancora di più, quando una persona mi dona dei semi è sottinteso che io voglia saperne di più; “i tuoi nonni da quanto la coltivavano?” “dove reperirono i semi?”, più che aver perso varietà abbiamo perso le storie, non mi prodigherò poi nel mantenere questa varietà in purezza, mi importa di più la sua contaminazione ricevuta attraverso secoli, perchè non era una preoccupazione dei nostri avi mantenere, a loro premeva produrre cibo, io lascerò che si contamini ancora, sono un coltivatore oltre che un custode, la chiamo evoluzione, racconta la storia delle piante, degli animali e dell’uomo e la diversità della vita sul nostro pianeta, siam tutti figli di incroci.  Preservare e custodire la biodiversità, per molti si traduce in coltivare ortaggi bizzarri e colorati, anche se non mi lasciano indifferente la mia è una ricerca di sapori e di piante rustiche, ma avere anche varietà diverse della stessa specie che fruttificano in diversi periodi così da avere sempre un raccolto, se producono in abbondanza ancora meglio, baratto semi ma li compro anche nel primo negozio che trovo, ricerco sempre, anche oltre l’orizzonte, semi locali, tradizionali, esotici, autoctoni, alloctoni, dimenticati, commerciali, ibridi, se dovessi dare retta ad una frase come; “semi e buoi dei paesi tuoi” mangerei solo cicorie, un infinità di semi ho provato negli anni, seminati, coltivati, recuperati ed anche scartati, i semi tradizionali possono essere interessanti ma non è detto che i semi locali e tradizionali funzionino, e non è detto diano piante più sane, nutrienti, produttive o saporite, sullo stesso territorio i semi locali non per forza sono adatti visto che anche in questa valle ci son diversi microclimi e diversi tipi di suolo in pochi chilometri quadrati, questo vale anche per le piante da frutto e i cereali, compro anche varietà in bustina senza una storia, siamo noi moltiplicandole nel tempo a dargliene una, ed anche loro a volte si adattano e a volte no, le ditte sementiere riproducono semi con professionalità, mentre alcuni orticoltori hobbisti non hanno consapelvelozza e responsabilità per quanto riguarda la sanità del seme, poi ci sono gli ibridi, gli amati-odiati F1, attorno a loro c’è molta confusione, gli ibridi non sono sterili, non tutti i semi in vendita sono ibridi anzi, non è un complotto contro l’umanità da parte delle lobby sementiere per renderci dipendenti e ricomprarli ogni anno, all’agricoltore va bene coltivare piantine ibride, se avesse la possibilità di recuperare il seme antico e riprodurlo non lo farebbe, ritornerebbe l’anno dopo a comprare piantine, se sono sparite varietà tradizionali non è solo colpa delle ditte sementiere ma anche del contadino, semmai il problema degli F1, come tante altre cose che fanno parte della nostra quotidianità è che sono brevettati, invece di essere open source come dovrebbero essere molte risorse, fino agli anni Settanta in Europa il lavoro sugli ibridi era gestito per lo più dalla ricerca pubblica, venuti meno i finanziamenti pubblici, questa attività è passata ai privati.

Sono un coltivatore, la cosa che più mi preme è principalmente seminare e produrre cibo, tra le mie varietà predilette ci sono i fagioli tutti perchè si prestano al territorio a parte i Lima, il mais nero spinoso perchè è molto saporito e più semplice da sgranare a mano, le biete rosse sono le uniche che mi crescono bene senz’acqua, uguale per l’atreplice verde tra gli spinaci, una zucca senza nome a cui sono affezionato poco produttiva ma resistente e molto saporita di cui c’è una variante con altre sfumature, il mugnulu Salentino pianta molto rustica e buona, una verza dalla storia lunga con geni di altre crucifere, testa da record e sfumature rosse, le mie zucchine frutto di chissà quanti incroci molto produttive a lungo e resistenti, tra gli ibridi commerciali non compro semi ma piantine; porri e sedano perchè richiedono pazienza, e chissà che in futuro non provi qualcos’altro, ma soprattutto amo ciò che si autosemina e cresce spontaneamente. Vado controcorrente nelle idee e negli approcci, cambio idea a volte, proprio perchè ho provato e maturato un esperienza, l’importante è seminare, coltivare, produrre cibo sano, la qualità del prodotto sta nell’abilità del contadino.

 

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