PIANTE/SEMI

l’arte naturale del mescolare

Mescolate; che male c’è, anzi…questo è valido anche per l’uomo; basta osservare la popolazione di un qualche paesino isolato di montagna e ci si renderà conto…è madre natura che lo fa, io non faccio nulla se non mettere semi qui e là, segregare fiori, essere fanatici della purezza varietale mi sembra un poco razzista, a meno che non sia un cimelio di famiglia e si sia affezionati, quello che noi definiamo autoctono non è quasi mai originario di quel luogo, una cultivar riprodotta in un altro luogo da quello di origine, con un altro clima, un altro tipo di suolo potrebbe comunque mutare ed evolversi adattandosi alle nuove condizioni, se non ci sono varietà locali adatte al territorio me le creo, e gli dono una storia, mescolare potrebbe migliorare la qualità e la produttività ma anche il contrario, l’importante è provare e non pensare, quando qualcuno mi chiede cosa potrebbe fare per non far ibridare i suoi fagioli mi cadono le braccia, la dimostrazione che non sono razzista e fanatico lo si vede nei miei campi, è un gran miscuglio, un meltin pot varietale in cui c’è posto per tutti, crucifere anomale; cavoli neri che presentano foglie e portamento dei broccoli, cavoli rossi con foglie strette e rugose come i neri o con foglie rugose come le verze. Al mondo esistono miliardi di zucche diverse per il fatto che si incrociano con estrema facilità, da tre anni porto avanti una zucca, molto buona ma poco produttiva, non so chi siano i progenitori, ogni anno ormai si presenta in modo stabile con leggerissime variazioni, sempre tra il verde-bianco, le zucchine che ho coltivato in gran parte in questi anni sono state per lo più due varietà tradizionali Italiane, dopo qualche stagione non c’è più differenza, se non che sono molto più produttive e resistenti, abituate ormai a condizioni estreme, io le chiamo le “zucchine da 6 mesi”, a volte qualcuna tenta di strisciare, le patisson blanc entrate nell’orto qualche stagione fa hanno lasciato un pò di geni qui e là che ogni tanto compaiono. Il basilico, tra diverse varietà aromatiche ormai ne esce una sola con alcune foglie sfumate di rosso e un aroma difficile da definire, i girasoli che ogni anno nascono spontanei nell’orto sono instabili e diversi ad ogni stagione ed io attendo che fioriscano per osservarli. Con i pomodori forse è diverso, non so se si tratta di veri o propri incroci o bisogna considerarle mutazioni, frutti che cambiano colore, solitamente dal rosso al giallo-arancio, altri forma, da piccoli ovali a grossi almeno il triplo e tondi o addirittura squadrati, riseminandoli l’anno seguente riportano gli stessi caratteri delle mutazioni avvenute nelle stagioni precedenti, il dubbio rimane anche con dei fagioli anomali che ogni anno raccolgo. Con il mais è ancor più divertente, essendo che si consuma il seme, l’ibridazione la si può osservare l’anno stesso della raccolta, da anni faccio popolazioni di diverse varietà, anche solo per avere un moto di sorpresa ad ogni spannocchiamento.

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...