PIANTE

tre volte triticum

L’anno passato ai primi di novembre ho seminato il farro, da tempo volevo provare a coltivarlo in un pezzettino di terra per testare, ero anche curioso di sperimentare diversi tipi di semina, farro monococco tre parcelle una di fila all’altra, la prima con la classica semina a spaglio, un paio di chili di semente, un altra con semina distanziata, 25 cm da fila a fila, e 10 cm sulla fila, e la terza parcella sempre semina distanziata ma con distanze maggiori sulla fila, queste ultime due per all’incirca mezz’etto di semi, la semina distanziata permette di fare accestire la pianta in modo che un seme produca svariate spighe; “Plinio il Vecchio ci racconta che un Proconsole d’Africa aveva mandato all’imperatore Augusto una pianta accestita di 400 spighe nate tutte da un solo chicco di grano: il che rappresenta una resa, quanto meno, di 12.000 per 1” con ulteriore rincalzo della terra si aiuterà questo processo…non avevo considerato che su un terreno quasi completamente ghiaioso è difficile rincalzare qualsiasi pianta, passato un inverno secco e una sola rincalzatura il farro si alzava lentamente a differenza di quello degli amici seminato nello stesso periodo, loro erano più avanti per lo meno di un mese pur essendo ad altissime quote, quasi un moto di preoccupazione mi ha pervaso così che per assicurarmi un raccolto ho pensato di seminare tra le file mais e soia, intanto grazie alle pioggie il farinello cresceva in un batter d’occhio soverchiando il farro ed era necessario estirparlo, il triticum seminato a spaglio benchè non avesse accestito come l’altro sembrava procedere meglio era più alto di 10 centimetri, finchè a giugno diverse bombe d’acqua l’hanno fatto allettare, ora molti credono che seminando fitti i cereali questi hanno modo di tenersi in piedi uno con l’altro, invece è il contrario, un effetto domino, quello rado e distanziato non si è piegato di un centimetro ed anche le spighe erano più lunghe con cariossidi più grosse, finalmente a metà luglio arriva il momento della mietitura, lo spettacolare color oro del cereale dominava su tutto il resto dondolando al vento pomeridiano, quello allettato l’ho lasciato a terra così d’avere il terreno coperto e pacciamato dove trapiantare i cavoli invernali, ho proceduto al taglio ritrovando le piantine di mais e soia, ne mancavano molte, ed erano piccole per il periodo, ma c’è ancora molto tempo per loro di recuperare, soddisfatto portavo via le fascine di triticum, ho potuto osservare quale metodo è il migliore, in montagna dove abbiamo piccole parcelle di terra e dobbiamo agire senza mezzi meccanici è decisamente meglio la semina distanziata anche se può occupare più tempo tra semina e rincalzo, qui molti giovani preferiscono seminare i nostri grani antichi che crescono molto in altezza con conseguenti problemi di allettamento, esperimento utile per il futuro.

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