TERRA

ghiaia, sudore e polvere da sparo

Dalla serie; non sempre va tutto liscio e per il meglio, a volte bisogna un poco sbattersi.

Sto parlando del campo più a Nord, in quel di Cerveno, questo e un altro sono campi recuperati e sottratti alle attività venatorie in cui si ritrovano ancora i reperti, questo campo mi è stato dato dal mio compare Arturo Belfiore, in primis chi è Arturo; un contadino, un artista, un uomo di mondo, un nullafacente, un santo e un brigante, un pò di tutto questo o forse il frutto della mia fantasia e vive solo nella mia mente, ad ogni modo un personaggio bizzarro, che spesso risulta essere la mia sola compagnia durante il giorno nei campi sotto la Concarena anche se fosse l’amichetto immaginario…e fù così che mi ritrovai a coltivare in mezzo alla ghiaia, colpa un esondazione avvenuta molti decenni prima ricoprendo i campi di scagliette pietrose, in mezzo alla ghiaia cresce tutto, solo che l’acqua non viene trattenuta, insomma per la prima volta in vita mia mi son ritrovato a bagnare a mano con innaffiatoio un campo di piantine di mais, mix di vari mais seminato con metodo collaudato “balander” cioè su sodo e inerbito, non erano tante, il caldo anomalo di giugno e il secco ne aveva già stroncate parecchie, dimenticavo di dire che qui non c’è acqua. Dissodare, ma potremmo dire anche dissosare perchè i sassi sono le ossa della terra sarebbe un lavoraccio inutile, arare lasciamo perdere. Arturo l’anno passato aveva messo patate concimando abbondantemente col vecchio letame della sua stalla, col letame è arrivato il farinello con cui ho combattutto costantemente per un lungo periodo, non che sia un maniaco della pulizia dalle erbacce, ma quando ti ritrovi una monocoltura di questo tra i fagioli nani, il farro e le cipolle ti tocca scegliere, poi ha smesso di crescere, a dire il vero non cresceva più nulla, troppo secco, ecco le cipolle quelle vengono bene, ahh se le avessi messe tutte qua! anche le patate fino a quando è arrivata prepotentemente la dorifora, avevamo cominciato la rimozione manuale quotidiana ma la costanza dopo un poco di tempo non si alzava dal letto e restava a casa, ad ogni modo il ciclo del tubero era quasi alla fine, il farro seminato a novembre dell’anno scorso si è levato tardi ma era bello, per le zucche seminate a monte del campo di mais ho dovuto fare dei cumuletti di terriccio importato da terre straniere; il bosco a Nord, e una ventina di cavoli li avevo ormai lasciati nelle mani delle cimici. Arturo per farmi una cortesia aveva pensato bene di tagliare sul perimetro Sud della robinia che ombreggiava il mais, che pianta la robinia pseudo acacia! ne tagli una ne crescono 10, a decine di metri caccia polloni ovunque proprio tra le colture, in un batter di ciglia ti ritrovi una boscaglia al posto del campo, così che ogni settimana è richiesta la mia presenza armata…di decespugliatore e podeta per tagliare i ricacci dal fusto, è arrivato anche l’ailanto una pianta forse troppo demonizzata, o forse hanno ragione? staremo ad osservarla senza tirare giudizi affrettati…con Arturo Belfiore non ci si annoia mai.

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One thought on “ghiaia, sudore e polvere da sparo

  1. Ti ci vedo….decespugliatore sotto braccio, podeta tra i denti, scarponi muniti di roncole estraibili…assoluta certezza che alla tua vista i polloni crepano dal terrore.

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