TERRA

ortaggi da social

la colonna sonora di quest’articolo potrebbe essere; vamos a la playa dei Righeira o la lambada, scegliete voi…

Ogni estate che si rispetti ha il proprio tormentone o più d’uno, così anche sui social, facebook in primis, dove nei vari gruppi degli orticoltori ci si confronta e ci si scontra sui vari temi del periodo, il primo tormentone della stagione arriva con i primi acquazzoni di inizio estate; le limacce che si insediano nei nostri orti, i rimedi son ancor di più un tormentone a decine sono gli stessi ogni anno, man mano che le piantine crescono arriva la peronospora e l’oidio, oggi in commercio si trovano varietà di zucca e zucchina con striature bianche sulle foglie che irrimediabilmente viene scambiata per oidio quindi gente tratterà una piantina sana con zolfo inutilmente, è nella stagione calda che molte verdure montano a seme; ortaggi a foglia, carote, finocchi ecc..con i commenti si torna ad un epoca di superstizioni, colpa della semina con la luna sbagliata, pochi quelli che affermano che ci sono specie e varietà con particolari esigenze idriche e di suolo, quasi nessuno ricorda che ci sono ortaggi brevidiurni, longidiurni e neutri, subentrano poi i parassiti; cimici, nottue, afidi, cavolaie, dorifore che vengono scambiate per coccinelle e viceversa, genera discussioni infinite il “culo nero” del pomodoro, cioè il marciume apicale, non è da meno il tema sfemminellare o no le piantine, forse sto invecchiando, ho perso decimi di vista, qualcuno condivide una foto chiedendo cosa sono quelle macchie sulla salvia, aguzzo la vista, ingrandisco la foto ma non vedo nulla, allarme! su una foglia di pomodoro c’è una polverina strana, come trattare? ah no fermi tutti, è la tarlatura dei sostegni in legno, ci sono quelli che si ergono a paladini difensori della biodiversità, ci tengono a mantenere e coltivare in purezza una specie, alcuni di questi recuperano i semi da un solo frutto per varietà, indebolendo ed estinguendo così la biodiversità, ma non importa che sia peronospora, oidio, cimici o il nulla si consiglia un trattamento con solfato di rame.

E’ un mondo che si divide in due, tra innovatori e tradizionalisti, alcuni fin troppo innovatori fino a sfociare nel ridicolo, altri fin troppo tradizionalisti facendoci cadere in un epoca di oscurantismo, forse una via di mezzo…tempo fa mi ci buttavo anchio a capofitto in queste discussioni, oggi resto a guardare quest’umanità variegata e avariata.

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2 thoughts on “ortaggi da social

  1. Sei troppo forte! Più ti leggo più mi stai in simpatia e sintonia 🙂 Comunque guarda che da qualche parte bisogna cominciare a imparare … Anch’io lo feci da autodidatta anni fa leggendo in giro per internet, poi però ho mandato al diavolo il 99% delle castronerie che ci stavano scritte ed ho imparato a seguire l’istinto, osservare tanto soprattutto (se non hai intorno vecchi che ti insegnano…), un pò di innovazione ce l’ho messa (tipo pacciamatura ma non sempre nè dappertutto) e … arrendermi, dare alle piante il tempo che spesso guariscono da sole (considerare sempre che come organismi VIVI loro si autoregolano anche attraverso le “malattie”, spesso in seguito a stress climatici) oppure una varietà non è proprio adatta al posto e ne spuntano altre spontanee che se non avessi un atteggiamento “rilassato” non avrei visto. Comunque bel blog!!! 😀 E sì, l’amore o ce l’hai o non ce l’hai, io non ho mai usato nemmeno il ramato nè tantomeno miscele che solo l’idea mi faceva drizzare i peli (sapone, tabacco, bocarbonato … su una pianta???!!! Fu così che smisi di leggere sedicenti siti “green”).

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