SEMI/VALLI

grano saraceno, il furmentun di Teglio

1844659453La prima volta che seminai il grano saraceno lo feci inconsapevolmente, una decina di anni fa scoprii i vantaggi della pacciamatura, reperii della paglia di saraceno, stendendola su tutta la superfice dell’orto, l’anno dopo al posto dell’orto mi ritrovai un campetto di grano, probabilmente non era stata battuta a sufficienza e conteneva ancora molti semi :).

Il paese da cui provengo è famoso per il saraceno; Teglio in Valtellina, è lì la patria del pizzocchero ed anche altre squisitezze ammazza stomaco, arrivato in Europa tra il tardo medioevo e il periodo rinascimentale dall’Asia, si possono ritrovare diverse varietà ed ecotipi, tra cui il nustran, ed il curunisemi_saracenon, questo pare proveniente dalla Francia e portato nel secolo scorso dopo un epidemia del nostrano, il tataricum detto “nzibaria” storpiatura del nome Siberia, varietà ancora più rustica e infestante coltivabile ad alte quote, e le varietà più “mercenarie”, provenienti dall’Est Europa, gli amici convalligiani e coltivatori hanno indetto una crociata a favore della coltivazione degli ecotipi locali promuovendosi custodi del seme, senza demonizzare l’nzibaria, ritenuta dai più una pericolasa infestante https://camminarecontrovento.wordpress.com/

A dire il vero non l’ho mai coltivato, non varebbe la pena su piccoli appezzamenti, lo uimage1so sì, ma come copertura o sovescio, ho sempre collaborato e aiutato gli altri nella semina e nella raccolta, nel frattempo moltiplico sempre un tot di semenza, in previsione di campi più estesi, è una pianta eccezionale, che non abbisogna di terreni fertili, anzi le forti concimazioni potrebbero portare le piante ad allettare, che non ha bisogno di grandi lavorazioni del terreno, dal ciclo breve, una coltura che si adatta perfettamente ai terrazzamenti delle alpi Retiche ed Orobiche, una coltura a intercalare, che può venire dopo un ciclo di patate precoci, o tra la coltivazione della semina invernale di segale o orzo.

Il grano saraceno è una delle poche cose che mi lega ancora alla mia valle, ricordi e presente, sono tornate le distese di fiori bianchi, dopo che per molti anni la sua coltivazione era quasi scomparsa, e un piatto di pizzoccheri o uno di sciat ogni tanto esce dalla mia cucina.

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