SEMI

semina che ti passa…

Come avrai seminato così raccoglierai.

Aprile un mese frenetico, come una trottola per campi diversi e lontani tra loro, Un mese con le mafagioli di montagnani nella terra. Cosa c’è di più terapeutico? il vero contatto con la natura, donare la vita, custodire una pianta, vederla germogliare e fruttificare, gustarla, e ancora recuperarne i semi per l’anno dopo, in un grande circolo della vita. Non esiste nessun calendario della semina adatto a me, e questi possono cambiare nel raggio di pochi chilometri, qualcuno mi ha deriso per il mio metodo di semina selvaggio e poco curato, ma conosco i miei semi, quali posso lanciare dall’alto della strada e quali devo mettere in postarelle in file ordinate, quali non han bisogno della mano dell’uomo e quali invece sì, quali vanno direttamente in campo, e quali passano prima per un ambiente protetto.

C’è un cassetto in una stanza, ricco e straripante, all’interno c’è un universo dicassetto colori e forme, di sapori antichi, una banca del tempo, che racconta storie di piante, uomini, e luoghi, sono i semi; come un atlante o un enciclopedia ci raccontano chi l’ha recuperati, chi li ha condivisi, del luogo dove sono cresciuti e dove si sono moltiplicati, il big bang della creazione, i primordi della vita, attendono pazienti e dormienti in attesa della loro stagione e del loro tempo…non tutti son qui, perchè alcuni semi sembra non vogliano la mano dell’uomo, sono indipendenti, decidono loro quando e dove riseminarsi, possono passare giorni, mesi, come anni, e quando germinano, senza forzature ed autonomamente danno piante più forti.

IMG_7326Mi ero ripromesso di limitare le varietà da coltivare, ma, puntualmente, mi ritrovo con decine di varietà nuove, e un cassetto straripante, gravato dal peso di decine di vasetti, è così difficile separarsi dai semi che si è coltivati fino all’anno prima, darli tutti ad un amico che ne faccia comunque un buon uso, sarebbe come dare i propri figli in affidamento, e quando un amico ti offre dei semi salvati, e coltivati da lui, non si può rifiutare. Ed anchio ricerco sempre varietà “austroungariche-teutoniche” che meglio possono adattarsi alle mie zone alpine, da tempo ho deciso di rifiutare a meno che non siano fagioli e patate.
E dopo tanta impazienza, con fremente attesa arriva la stagione giusta, la loro, ci si reca pè campi a gettare semi, tirando un sospiro di sollievo, sono a casa, sono dove devono essere, li abbiamo accuditi bene, con amore.

Annunci

One thought on “semina che ti passa…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...