DIARIO DI UN ORTO

l’orto “selvadego”

IMG_5316 IMG_6156“QUEST’ORTO E’ ORRIBILE E SOLO MENTI SCOMPOSTE, UBRIACHE DI IDEOLOGIA, POSSONO VEDERCI DELLA PERFEZIONE, DATE UN OCCHIO ALLE AZIENDE CHE COLTIVANO IN FRANCIA, BASANDOSI SULLA PERMACULTURA, OTTENENDO RISULTATI OTTIMI, ATTRAVERSO I GIUSTI ACCOSTAMENTI DI COLTURE”. Io sono una mente scomposta, ubriaco…di vino rosso ed ideologia rossa, ogni scarrafone è bello a mamma sua, io amo i miei figli. Cos’è la perfezione? In questo che molti definiscono “kaos,  c’è una logica e uno studio, niente è messo a caso; aromatiche ed ortaggi, in base alle loro necessità, seguendo la pendenza, i luoghi solivi, e quelli ombrosi, il bosco adiacente, ecc… cercando di fare un minimo di rotazioni ed evitare le monocolture. Non ho ancora capito bene cos’è la permacoltura, sono solo un “homo selvadego di montagna”.

“STRAPPA LE ERBACCE; TOLGONO NUTRIMENTI ED ACQUA, TAGLIA GLI ALBERI; FANNO OMBRA, MA COME! NON GIRI LA TERRA?”.IMG_5301  Gli unici veri “infestanti” sono i cacciatori che entrano, per il resto nell’orto non ho nemici da combattere. Negli anni ho riconsiderato i miei interventi, sul suolo e le piante, rispettando la biodiversità spontanea, il terreno sceglie le sue erbe, a giudizio e non a caso, è meglio gestire con senno, invece che debellare ogni forma di vita, che i più ritengono inutile, la natura sa il fatto suo, non ci si può accanire su una pianta perchè è ritenuta infestante, accanirsi verso delle erbe o degli insetti vorrebbe dire alterare l’equilibrio naturale, creatosi in decenni di abbandono, le erbe infestanti o spontanee mantengono il dilavamento, l’umidità, fanno da esca per insetti parassiti; una pacciamatura “viva”, mentre il bosco, e gli alberi mantengono le escursioni termiche, l’umidità alimenta anche le micorizze, rifornendomi periodicamente di humus, l’orto ideale non deve IMG_4435essere esposto tutto il giorno al sole. Io mi accontento, non devo produrre in modo intensivo, in fondo parliamo di orticoltura e non agricoltura. L’uomo vuole dominare su tutto e tutti, pianificando il destino delle altre specie viventi, ma non è in grado.

“AH! COME QUEL GIAPPONESE, COME SI CHIAMA? FUKUOKA?.  La verità è un altra; non ho voglia, come “Tellincamuno”, ho letto sì, fukuoka, e mi è piaciuta molto la sua filosofia, ma non mi ha ispirato molto su quello che faccio, preferisco l’esperienza e l’antico sapere degli anziani del luogo, adattandola al mio pensiero e ideali, far lavorare la natura, poco impegno e sforzo e’ anche il mio obiettivo, una via di mezzo, la mano dell’uomo e la natura, collaborano insieme, senza che una prevalga sull’altra, senza sostituirci ad essa, e senza disprezzare la tecnologia, ma fare di essa un uso saggio.

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