SEMI/TERRA

patate di montagna, dorifora e altre storie…

IMG_3937Su questo tubero avrei molto da dire, storie e aneddoti da raccontare ma diventerebbe troppo lunga, quindi mi soffermerò sulle cose più importanti tratte dalla mia esperienza.

La patata è un alimento a cui tengo particolarmente, tipico delle coltivazioni nordiche ed alpine, alla base di molti piatti poveri e non, ricca di valore energetico, che soddisfa il senso di sazietà. Quest’anno le ho seminate in tre luoghi diversi, con diversi risultati finali, quelle coltivate in piano nei luoghi più solivi hanno sofferto di più l’estate calorosa, essendo le mie varietà adatte alla coltivazione ad alta quota, per lo più originarie della Svizzera e della Francia alpina, specie rare ed antiche, che producono meno delle moderne selezioni, e per un mondo che va di fretta, scomode da cucinare, la gente preferisce forme più rassicuranti, ma dal gusto insuperabile, difatti a 700 metri di quota, sopra il mio paese, in un piccolo appezzamento sono 876845148-infestazione-da-parassiti-dorifora-della-patata-insetto-nocivo-larvaquelle che han prodotto meglio e molto più precocemente, pur avendole interrate un mese dopo, i due campi del fondo valle.

Nell’orto di Montepiano avevo riservato un terrazzamento alle patate; e dopo i rovi….lunga vita alle patate antiche, inizialmente ho raccolto scalarmente, prima del raccolto completo, scoprendo i tuberi qua e là, anche se la parte aerea era ancora verde. Dopo aver colto a luglio le varietà precoci, mentre le tardive sopravvivevano ancora nel terreno, ad agosto è arrivata la dorifora, questo parassita ingordo e panciuto, tanto panciuto che lo si riconosce immediatamente anche da lontano, può essere definito un arma di distruzione di massa, molti popoli han sofferto per questo esserino, la dove in quei paesi, questo tubero è un prodotto base, esempio; l’IrlandIMG_5073a. Non me lo sarei mai aspettato, perchè era il primo anno coltivato a patate in quel luogo, è arrivata ed ha figliato, la mia conclusione è stata; dopo che il mio vicino ha colto le sue, la doriforatrovandosi senza più cibo, si è trovata costretta ad emigrare, finendo nel mio campo, distante 100 metri. La lotta biologica non è semplice, come quella chimica, hanno sviluppato una forte tolleranza negli anni ad alcuni prodotti di sintesi, la cosa migliore è sempre la rotazione degli ortaggi, piantare rafano e liliacee in consociazione tra le colture e togliere a mano, ogni mattina faccio un giro di perlustrazione, rimuovendo manualmente, e girando le foglie per individuarne le uova, fortunatamente era ormai concluso il IMG_5086ciclo biologico dei tuberi, ma il problema sarà l’anno prossimo, sicuramente le larve sverneranno nel terreno e l’attacco parassitario la stagione prossima avverrà da subito, in modo massiccio, patate e melanzane saranno le più attaccabili, e in misura  minore le altre solanacee, per questo eviterò di impiantarle nello stesso luogo, scegliendo di emigrare, oltre al fatto che le patate sono grosse consumatrici di sostanze nutritive del terreno, cambiando zona si ritroverà spaesata, e non trovando cibo, si sposterà o sopperirà. Altri rimedi, di cui ho solo sentito parlare, sono; macerato di  cadavere di dorifora, l’utilizzo di volatili come tacchini e introdurre insetti antagonisti.

La propagazione per tuberi può essere problematica, si accumulano nelle stagioni le virosi, molte varietà non vengono più riprodotte per questo motivo, sarebbe belIMG_5289lo provare a riprodurle partendo dal seme per eliminare le malattie, li ho recuperati, ma per ora lo trovo complicato ed un procedimento lungo. Infine arriva una parte difficile; la conservazione; deve essere fatta con la giusta percentuale di umidità, gradi centigradi; 7-10 circa, e al buio, preferibilmente in cantina, prima di riporle per la conservazione bisogna evitare di pulirle o sciaquarle, riponendole in cassette con della paglia o fieno in caso ci sia umidità, controllando e selezionando nel periodo, che non ce ne siano di marce. Ma come dice un anziano del luogo; “il miglior modo di conservarle è lasciarle nel terreno, cogliendo al momento solo quelle che ci servono”.

Le patate non piacciono solo a me, ma tanto anche ai gatti giocherelloni, e queste ogni tanto spariscono….io ne ho 5… di gatti….

 

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