SEMI

il mattino ha “l’orzo” in bocca

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Alzatici di buon ora, in una domenica di metà aprile, abbiamo imboccato il sentiero che attraverso il bosco, conduce alla radura, dove ci attendeva il terreno dove avremmo seminato l’orzo e il mais, “l’ors” e la “melga“. L’aria frescolina di quel versante montano; al “vacc” cioè ombroso, e dell’altitudine si faceva sentire, nonostante una primavera siccitosa e solatia… nel frattempo a scaglioni arrivavano amici e collaboratori, ancora con i postumi del sabato sera, ma ben motivati….improvvisamente ci siam resi conto di aver lasciato il bottiglione del vino a casa, ma ormai era troppo tardi…

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Grazie ad un amico avevamo recuperato 8 kg d’orzo distico Svizzero, di “Hershmatt“, secondo un analisi , quello che più somiglia all’orzo antico che si seminava sulle nostre montagne, quasi, se non addirittura scomparso, con la promessa di restituire le semenze l’anno prossimo. Dopo una grossolana fresata al terreno, abbiamo lasciato alle ragazze il compito di spargere i semi sul suolo, seminando fitto, per non lasciare spazio alle infestanti, mentre noi ragazzi passavamo col rastrello per interrare le sementi, i miei collaboratori erano preoccupati per il gran numero di sassi, e nonostante gli ripetessi che non era un problema, era più forte di loro nel raccoglierli e ammonticchiarli fuori dal campo, come si dice; “i sassi sono le ossa della terra”

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… rimaneva ancora del terreno libero e vuoto, così abbiamo messo del mais, ben 5 varietà diverse, tutte buone per polenta, principalmente di Storo, mentre quello autoctono del luogo; cioè il mais spinato nero di Vallecamonica, l’avevo già seminato in luogo isolato per mantenerlo in purezza, e infine delle patate, fortuna in questo periodo porto sempre con me delle semenze in macchina.

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Grazie ai numerosi amici intervenuti, nel primo pomeriggio avevamo già terminato la semina…Con la soddisfazione di aver ridato vita ad un terreno incolto, e di esserci avvicinati di più all’autosufficienza, ci lasciavamo discorrendo di cinghiali, che popolano quel versante, e tanti dubbi sul recintare o no…guardando il cielo in attesa della sperata pioggia.

 

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One thought on “il mattino ha “l’orzo” in bocca

  1. Pingback: raccolta orzo, saraceno e ‘nzibaria…(fate l’orzo non la guerra) | Tellincamuno

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