DIARIO DI UN ORTO/TERRA

L’evoluzione; dall’orto convenzionale a quello naturale

 

IMG_1411 “L’uomo è il Ministro della Natura, alla Natura si comanda soltanto obbedendo a essa”.

La natura ci è madre e maestra, per questo dobbiamo ascoltarla e osservarla con rispetto, non è l’uomo a produrre il cibo di cui si nutre, è solo così che negli anni il mio approccio all’agricoltura si è evoluto, è stato un processo normale per me, ma non è così per tutti, gli esseri umani si devono dedicare con più umiltà al servizio dell’ambiente instaurando un rapporto solidale con esso.

Ci sono voluti anni, dai primi orti convenzionali ad oggi, nel tempo il mio modo di coltivare è zucca cresce tra vitecambiato più volte: dalle monocolture “fredde e rigide” senza colore e  senza erbe infestanti, oggi lascio fare a natura il suo lavoro e il suo corso. Dal primo approccio con le letture teoriche sull’orto sinergico e biodinamico, sono passati ancora anni prima che ne capissi profondamente il significato, perchè non si tratta solo di seguire degli schemi predefiniti, e attenersi passo dopo passo a un libro…oggi alcuni accadimenti  sono ancora un mistero per me, ma ho una buona insegnante.

Tutto è coinciso col fatto che un giorno ho dovuto abbandonare per cause maggiori, il mio orticello dietro casa per un anno, al mio ritorno mi sono reso contIMG_1826o che lui non aveva avuto bisogno di me, silenziosamente senza interventi, era ricresciuto tutto rigoglioso e spontaneamente in armonia. Con la pratica, sporcandomi le mani di terra, ponendomi interrogativi e soprattutto osservando con semplicità ogni dettaglio, dopo essermi entusiasmato per un periodo dell’orto sinergico, di cui utilizzo ancora tecniche, mi sono evoluto fino a quello naturale. Ho trovato il giusto equilibrio delle cose, oggi le erbe spontanee e i parassiti fanno parte del mio orto, e sono altrettanto importanti delle colture impiantate da me, non aro, non vango, non concimo e non estirpo, le radici delle piante e delle erbe penetrando nelIMG_1772 terreno, lo smuovono facendo filtrare nel suolo ossigeno e acqua, quando esse muoiono fertilizzano il terreno, semmai è più intelligente rimuovere le erbe fastidiose per mezzo di altre piante, senza contare che prevengono il dilavamento, il mio impatto sul suolo è stato minimo, se non nei primi tempi, per adeguarlo un minimo alle mie esigenze e perchè il terreno abbandonato da lunghi anni era ricoperto di rovi, semino ancora, ma gran parte lo fa anche la natura, lascio alle piante completare il loro ciclo vitale.

IMG_3956Più di una persona, mi ha detto; “dovresti tagliare tutti quelli alberi inutili che fanno solo ombra”, perchè mai dovrei distruggere un armonia, creatasi negli anni? sarebbe come ricominciare da punto e a capo, cigliegi, fichi, rosa canina inutili! ci sono ortaggi che soffrono la calura estiva, hanno bisogno di luoghi semi-ombrosi, inoltre è un riparo naturale contro i venti secchi estivi, e il gelo invernale, non baratto quei 50 metri produttivi in più, con uno scompenso ecologico…. ricordo ancora il sapore di quei fichi, e delle fragoline del sottobosco l’estate scorsa….qualcuno afferma che sono estremo, ma non sostengo di lasciare fare unicamente alla natura, ma di avere un rapporto paritario di collaborazione con lei e non di sottomissione.

Oggi continuo ad osservare, e continuo a sbagliare, ma imparando dai miei errori, ogni giorno mi stupiscoIMG_4026 sempre di più della forza delle piante selvagge e non, la terra e la natura sono sapienti, sanno produrre senza il nostro intervento, siamo noi che abbiamo bisogno di loro e non il contrario, spesso le sottovalutiamo, sopravvalutando noi stessi, quando l’uomo vuol “fare troppo”, industrializzare il suolo per la sua cupidigia, diventa sempre un processo contro di lei, una condotta CONTRONATURA.

“Tutti pensano di cambiare il mondo. Nessuno di cambiare se stesso”.
Lev Tolstoj

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2 thoughts on “L’evoluzione; dall’orto convenzionale a quello naturale

  1. fukuoka diceva che il contadino è l’aiutante di dio, dopo la natura non c’è il re, il liberatore, il papa, l’imperatore, ma il contadino, perché non perde mai il contatto con quel mistero meraviglioso..
    comunque se si tratta di essere estremi è bello essere estremamente dalla parte della natura 😀
    è fantastico il piccolo paradiso terrestre raccontato dalle fotografie
    ho intravisto del basilico cannella o mi sono sbagliato?

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