DIARIO DI UN ORTO/TERRA/VALLI

Elogio agli antichi ed ai nuovi eroi dei muri a secco

Pensatimagese ai nostri eroici avi valligiani (vallecamonica e valtellina) che per coltivare un pezzo di terra, prevalentemente a vigneti, dovevano rubarlo all’aspra montagna, senza mezzi meccanici  e su ripidi pendii. Per ripianare questi declivi, faticosamente alzavano muri a secco, con le “gerle” portavano enormi sassi e la terra nel luogo in cui avrebbero impiantato le viti. Questi mosaici in massi, ci raccontano una storia antica, il muro a secco è stato il primo esempio di manufatto umano.

Oggi abbiamo ereditato oltre che la terra, anche questi muri, 10384125_366142983552395_4598212758185352557_ncostruiti col sudore dei nostri nonni, e con i cocci di vetro delle bottiglie di vino vuote,si beveva molto in campagna, Platone diceva; il vino per l’uomo è come l’acqua per le piante, che in giusta dose le fa star bene erette, sì! ma non quando si alza un muro.

IMG_2622   Sfortunatamente ormai fatiscenti, in assenza di manutenzione, per il fatto che un paio di generazioni, antecedenti alla nostra, avevano abbandonato l’agricoltura, questo soprattutto in Vallecamonica, dove molti si erano convertiti all’ industrializzazione massiccia avvenuta nel secondo dopoguerra.

Oggi, “giovani” come me, pentiti dagli sbagli degli ultimi 40 anni dei nostri padri, sono tornati a coltivare eroicamente sui versanti alpini, per necessita, spirito d’avventura e riscoperta della nostra civiltà contadina.

Quando ho adottato dei terreni abbandonati, terrazzati sopra il images13comune di malegno, ho ritrovato oltre che ad un incuria generale, i muri praticamente quasi tutti crollati, dopo qualche mese, ai primi di dicembre 2014, mentre cercavo di capire dov’ero estirpando rovi, per le incessanti pioggie, ne sono rovinosamentedevastante crollo di un muro crollati altri già pericolanti.  Fortuna che altre persone con il mio stesso spirito e la voglia di recuperare, si sono resi disponibili e solidali…tra questi il valtellinese e viticultore jonni, ormai è diventato un fisso collaboratore del mio orto, da un po di tempo, io lavoro per lui, e viceversa, lui per me, a ottobre abbiamo seminato la segale antica nei IMG_2534suoi campi, così da scambiarci esperienze e sapere, in noi non c’è la presunzione di abbattere montagne, ma di adattarci noi a loro, condividiamo anche questa fatica, lui si è subito precipitato conIMG_2527 picco e pala sul versante per risolvere la situazione, con la sua energia e pazienza siamo riusciti a ricostruire una buona parte di muro, una fatica che ci dà gioia e soddisfazione, Forse non saremo mai così bravi nel costruire un muro a secco come gli antichi mastri, ma il nostro spirito è immenso…quella porzione di muro per noi è il sostegno di tutto il versante orobico.

La sera stessa, mentre sto scrivendo, passa un amico a salutarmi,  parte per l’Africa, ha un dono per me; un libro; “muri a secco e terrazzamenti nel parco dell’adamello“…..linee guida per la tutela e la salvaguardia dei muri a secco, come si dice; il caso.

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