DIARIO DI UN ORTO

Evoluzione di un orto ribelle, passo dopo passo…

      Agosto 2014

IMG_1105Il terreno è abbandonato da 8 anni, una selva ricoperta di artemisia e vite, la sciura che me l’ha lasciato in comodato d’uso gratuito è ben felice che qualcuno possa riportarlo agli antichi splendori, com’era una volta ad uso famigliare, e poi abbandonato per la dipartita di suo marito, con gli occhi lucidi dalla commozione mi augura di farne un buon uso…e non seminare piante illegali.

Comincio di buona lena il mattino dopo, mi rendo subito conto del microclima del luogo,è l’ideale per realizzare un buon orto, l’aria sa dell’odore forte di artemisia ,  conto i terrazzamenti; sono 6, sulla sponda soliva della valle, alcuni sono ormai boschivi per via dell’incuria, ma i primi due sono adatti per fare un orto come voglio io, e comunque farò della buona legna per l’inverno, sono felice….quella felicità che solo il lavorare la terra mi può dare, conosco subito il mio vicino che arriva di lì a poco, non è dei più simpatici,mi fa notare che per accedere al mio terreno sono entrato dal suo cancello, e ci tiene a ribadire che è proprietà privata…cominciamo bene, mi scuso giustificandomi e vado avanti con la zappa motivatissimo nonostante l’accoglienza.

IMG_1104il terreno è ricco e fertile, grazie proprio allo stato di abbandono, il sottosuolo un reticolato di radici, ma anche affollato di lombrichi che in questi anni hanno creato un ricco humus, non mi scoraggio, individuo un luogo dove fare il compost, sotto un albero di fichi che cresce nel terrazzamento sotto ma che sovrasta anche quello in cui ho cominciato a lavorare, noto subito che sotto il fico non cresce neanche l’erba, chissà magari ci sarà anche l’antico detto contadino;”sota ‘l fic al cres negot”, comincio con l’ammucchiare le erbe infestanti appena estirpate, quest’anno voglio fare un buon compost nel modo più corretto possibile, nell’ultimo anno ho avuto il tempo di leggere vari saggi di agricoltura biologica, solo oggi mi rendo conto dell’importanza di un buon compostaggio.Voglio  mantenere un equilibrio del terreno, è molto scosceso, cerco di adattarlo alle mie necessità senza stravolgerlo troppo, sfrutto le parti più piane per alzare bancali in stile orto sinergico, trito i rami di vite per fare del cippato seppellendolo nel terreno, pulisco il sottosuolo in maniera grossolana, so che molte erbe infestanti ricresceranno, ma non voglio rendere il terreno sterile, non sono un maniaco diserbatore di “erbacce”, proprio queste erbe aiuteranno l’orto lì dove è così arido,nel coprire il terreno dalla calura del sole, osservo che anche lì dove ho già sistemato il terreno sta ricrescendo della veccia, la nota pianta fissatrice d’azoto, penso che potrebbe ricoprire il terreno facendomi da pacciamatura viva…è una manna di dio.

Nelle settimane seguenti, grazie a dei fidi collaboratori come la mia compagna e al mio amico Abdou, jazzista squattrinato e nullafacente, liberiamo un buon pezzo di terra, posso cominciare a seminare, insalate, piselli e cicorie a spaglio per tutto l’orto, così posso osIMG_1124servare la diversa crescita delle piante nei vari punti dell’orto, semino anche spinaci, biete, fagiolini,ramolaccio e trapianto qualche verza vertus, un pò ovunque trapianto erbe aromatiche; melissa, menta cervina, salvia, dragoncello, timo, ecc…credo molto nella consociazione tra queste piante e gli ortaggi, ad esempio; l’issopo e la menta tengono lontana la cavolaia, trapianto anche dell’assenzio, che tenuto alla giusta distanza dalle colture tiene lontano vari parassiti, anche se sono consapevole che questo terreno calcareo non è adatto a lui, osservo con piacere che la parente dell’assenzio, cioè l’artemisia che cresce a frotte, e che dopo averla estirpata, l’ho ammucchiata sotto il fico, attira tutte le limacce, non c’è un lumacone nel mio orto. è un agosto piovoso e freddo, quindi il problema che non c’è acqua non mi preoccupa, per adesso, sò che dovrò recuperare un paio di cisterne più avanti, il luogo è molto secco e arido quando per giorni picchia il sole.Stendo della paglia su alcune aiuole e semino anche del trifolglio nano un po’ ovunque,ma soprattutto nei camminamenti….intanto i miei amici dell’orto si aprono un varco verso il terrazzamento inferiore, trovano una scala in sassi a secco, perfettamente funzionante, e tra i rovi una vecchia cisterna in calcestruzzo, loro si danno la pena di ripulire il piano, invece che vite, lì è ricoperto di rovi.documento tutti i lavori con varie foto, così da poter fare un video del work in progress aggiornandolo tutti i giorni. è da un pò che penso all’allestimento di una serretta, ma il dislivello del campo non me lo permette, provo comunque ad alzare muri a secco per tirare un piano sufficente, ma non basta, ripiegherò su dei semplici tunnel rialzati. Adoro osservare la micropopolazione dell’orto; due coccinelle mangiano afidi su una pianta di fagiolini,farfalle color ciclamino volano sui fiori, una talpa scorazza per l’aiuola in cima all’orto, ma non mi disturba più di tanto, provo a mettere delle piante di euforbia, dicono che le radici di questa pianta infastidiscono le talpe tenendole lontane, queste piante sono anche belle da vedere.

la sera quando vado a letto sono soddisfatto di come procedono i lavori,prima di addormentarmi penso ai progetti futuri per il nostro orto. l’ultima immagine che passa di solito nel mio cervello di solito è un cavolo,chissà perchè?

            Settembre 2014

E’ stata un estate piovosa, spesso il tempo non mi ha permesso di andare nell’orto, ma comunque grazie ai miei amici e collaboratori siam riusciti a recuperare un bel pezzo di terreno, ormai siamo passati al secondo terrazzamento, e la superficie coltivabile è di 380 mtq, ogni tanto mi dedico ancora al primo terrazzamento con degli abbellimenti, le scale scavate nel terriccio le rivesto con i tanti sassi che si trovano nel terreno, sigillo la vasca in cemento armato e la vernicio di verde speranza, un colore più consono al mio orto, recupero da amici una lamiera che IMG_1743appoggio in diagonale alla cisterna così da convogliare l’acqua piovana, piano piano riesco a recuperare tutto ciò che mi serve senza spendere soldi.

Ricominciano a crescere le erbe infestanti, ma non è un problema,lascio fare a natura, ogni tanto estirpo l’artemisia che qui è davvero tanta, cresce anche tanta parietaria, veccia, farinaccio, trifoglio rosso e qua e là silene, una volta era molto utilizzata nella minestra di riso, una leccornia; “ris e sciupitt”,c’è anche una pianta infestante, di cui non ricordo il nome, si dice che sarebbe da estirpare perchè porta parassiti, osservandola infatti è piena di animaletti, mi chiedo;non è che strappandola via, i parassiti vanno sulle mie ortive? perchè devo rompere questo equilibrio che si sta creando nel mio campo….ci sono anche 4 piante di carciofi che già si trovavano qui, il famoso carciofo di Malegno, di cui ultimamente sento molto parlare, una biodiversità della valle, che penso stia diventando De.Co.; denominazione comunale d’origine, un pò come è successo alla rapa bianca di Sommaprada.

Intanto devo lasciare il mio orto per due settimane, vado a fare la vendemmia in Francia, nella champagne. Al mio ritorno constato con sollievo, che non son caduti i muri dei terrazzamenti, alcuni sono franati negli anni e altri sono bombati, una cosa che mi preoccupa un poco, su cui  un giorno dovrò intervenire ma non so ancora come.

Ogni giorno che passa, sono sempre più convinto dell’agricoltura che voglio praticare; ridare al terreno quello che ogni giorno mi dona, non solo sfruttamento, ma una simbiosi tra il contadino e la terra, non arare, non concimare, non IMG_1786estirpare infestanti sono i principi fondamentali, ma anche la consociazione tra ortaggi, tutto come da agricoltura sinergica, ma voglio anche sperimentare, fare di testa mia, senza seguire alla lettera un libro di testo sull’agricoltura biodinamica e sinergica, penso che ogni luogo e clima sia diverso da un altro, e quindi bisogna agire di conseguenza. Anche i vari luoghi del mio orto sono uno diverso dall’altro, ad esempio in cima sotto il muro, che porta sulla strada, è più secco e arido, vicino ai ciliegi cresce un altro tipo di vegetazione, in altri c’è la paglia, e in altri ancora le erbe infestanti o il trifoglio, ci sono più sassi in certe zone che in altre.

Mi attivo per costruire dei  tunnel rialzati, prima di tutto devo tirare un piano, quindi costruire dei muretti di contenimento, per poter spianare la terra a livello, riesco a recuperare un piano di 3 metri x 2, dove scavo una fossetta dove poi sorgerà il tunnel, lì metto pezzi di legno trinciato(vite)e fogliame e ricopro con il terriccio dello scavo. Riesco a recuperare delle tavole abbastanza larghe, le infosso peritralmente e aggiungo buon terriccio e un pò di stallatico anche questi recuperati a casa di un amico. L’ unica spesa è per il tondino, che servirà da telaio per la copertura, e il cellophane, è una spesa minima in totale 10 euro. Così riesco a completare il tunnel, ora dovrò vedere se farne altri, certo preferirei avere una serra anche piccola!

        Ottobre 2014

Arriva l’estate!!!!!!!!! strano ma è proprio così, le giornate sono molto calde, e nel mio orto che si trova nella parte più soliva della valle, ogni tanto si raggiungono i 30 gradi centigradi. Comincio a vedere i primi frutti e a raccogliere; piselli ,coste, verze, rafano e ramolaccio….comincia a spuntare anche la rucola selvatica, l’avevo seminata più di 2 mesi fa, ha deciso lei quando nascere! i nasturzi e le calendule sono vivi e colorati.

IMG_2013In facebook, dove amministro insieme ad altri un gruppo in cui si parla di orto sinergico, osservando le foto degli altri utenti; orti in pianura tutti uguali come fossero fatti con lo stampino, mi rendo conto della mia agricoltura, che definirei eroica, terreni scoscesi da recuperare solo manualmente, con le mani e la zappa, niente acqua, rovi che infestano il terreno da quasi una decina d’anni. Provo fastidio nel vedere come viene abusato il termine “orto sinergico” ultimamente, contadini del sabato e della domenica, che comprano prodotti, anche se naturali, parlano di bokashi, micorize ecc…le regole; il bancale deve essere largo tot, alto tot e lungo tot, l’impianto a goccia….è contro la mia concezione di agricoltura, cioè quello di spendere soldi… tutto quello che ci serve lo troviamo in natura, per me è più di un hobby per il week-end, io cerco di non spendere, ma recupero tutto ciò che mi serve, basta guardarsi in giro; quanti attrezzi agricoli, cisterne ecc…sono abbandonate. Senza contare il fatto che mi sembra assurdo fare un orto bio-sinergico e mettere piante e semenze ibride F1. Ultimamente è su queste cose che esce il mio spirito polemico da bastian contrario.

Le giornate continuano ad essere splendide, e io continuo a recuperare terreno qua e là, semino ancora della lattuIMG_2243ga che ho aquistato da un sito di semenze bio e degli spinaci, raccolgo i piselli, la gente che passa di lì rimane stupita che io stia ancora cogliendo piselli, ma faccio notare loro la differenza di gradi centigradi tra questo luogo e altri della valle. Una pianta di coste feurio muore, mi serviva per farla andare in semenza, ma ha sofferto tutto l’anno, per via di due trapianti; dal vaso al mio giardino dietro casa e infine qui nell’orto, l’avevo trovata da un mio amico che si occupa di biodiversità, le stesse coste rosse, quando ero in Francia le trovavo nei parchi pubblici come pianta ornamentale, anche la ruta che mi era stata donata, in una notte ha nutrito qualche insetto, rimane solo il fusto, chissà che non si riprende….

Il terzo e il quarto terrazzamento sono boschivi, ammucchiamo lì le varie ramaglie, dovute alla potatura di due cigliegi e un fico, il fico al contrario di quello che diceva la proprietaria ha dato i suoi frutti, neri e gustosi, la mia compagna ne ha fatto una magnifica marmellata, i cigliegi mi sono utili anche se non fruttificano, sono attaccati al muro a secco del secondo terrazzamento e grazie alla loro mole me lo tengono ancora in piedi, quindi la mia compagna passa al quinto, uno dei più grandi, pieno di rovi con un paio di alberelli di quello che penso sia faggio, inizialmente lì avevo pensato di mettere qualche melo antico, c’è un associazione qui vicino che ogni anno li distribuisce, ma opto ancora per ortive; metterò patate,ho quelle blu di valtellina da semina, son grandi come olive, e pianterò cavoli, verze e forse anche i fagioli “copafam”. “Abbi” la mia compagna riesce a trovare la scala in mezzo ai rovi che scende alla quinta terrazza ,bene!!! così non dovrò passare dal terreno del vicino per scendere, anche li son caduti dei muri negli anni, ora possiamo ripulire per poi piantare l’anno prossimo le patate.

Dove faccio volontariato, alla comunità “il Castelletto”, occupandomi della manutenzione del verde, ho un altro orto, una striscia IMG_1757di terra, un bancale lungo una dozzina di metri, a giugno avevo messo delle piantine per poi raccoglierne i semi, tra queste;svariati cavoli, coste feurio e yellow, boraggine, cipolla sospesa, finocchio “perfezione di grosjean” e alcune piante di cui avevo già raccolto semenze; pomodorino black plum, atriplice degli orti e atriplice rossa, così da poter fare una banca dei semi, oltre a quelli che già possiedo, ottenuti tramite scambi su internet, e i semi delle piante aromatiche che possiedo nell’orto dietro casa, sto riempendo un cassettone di casa di vasetti pieni di semi di cui molti introvabili, la cosa a cui tengo di più è proprio quella di farmi le piante partendo dal seme e la continua riproduzione di questi, insomma come si faceva una volta!

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semina segale 2014

Sbiciclettando in salita, viene a trovarmi il mio amico jonni, anche lui è un Tellincamuno, cioè originario della Valtellina ma con una compagna in  Valcamonica, proprio nel comune dove tengo il mio orto. Pur essendo natii dello stesso paese, ci conosciamo da un paio di settimane, quando un ragazzo appena conosciuto mi convinse ad andare in Valtellina per seminare la segale antica proprio per Jonni. https://tellincamuno.wordpress.com/2014/11/06/190/ Lui da qualche anno si occupa del recupero dei vecchi vitigni abbandonati, sui terrazzamenti dietro casa sua, la curiosità l’ha spinto a venire a trovarmi, sapendo che stavo recuperando anchio questi terreni sulla costa della montagna, una cosa che ci accomuna,una filosofia; ritrovare lo spirito dei nostri avi valligiani, che eroicamente coltivavano in zone impervie. E’ molto interessato, progetta già cosa dovrò fare per strappare terreno al sopravvento del bosco, dopo un giro per le terrazze e una lunga chiacchierata ci salutiamo che ormai è scesa l’oscurità, una bella visita!!!

Fine Ottobre ricevo una buona notizia; passando per gli uffici della coperativa dove faccio il volontario e parlando con la segretaria scopro che hanno accettato il mio progetto di orti sinergici proprio al Castelletto ,la spesa sarebbe minima, quindi potrebbero trovare finanziamenti privati,prima di avere quelli della regione Lombardia, e il progetto partirebbe anche subito. Lo scopo sarebbe quello di reinserire i ragazzi con problematiche sociali che sono ospitati dalla comunità facendoli lavorare negl orti, 1000 mtq circa coltivabile, magari didattico, sicuramente terapeutico per questi ragazzi che spesso vengono riempiti di psicofarmaci, annullandoli, e una piccola serra in vetro, dove poter seminare in vaso prima del trapianto, io sarei il responsabile, assunto probabilmente part-time.sono entusiasta!!!

       Novembre 2014

Agli inizi del mese il tempo è ancora clemente ,le massime arrivano a 28 gradi, osservo le api che si posIMG_2051ano sui fiori della rucola fiorita e i nasturzi, la scabiosa che avevo portato qui dall’altro orto tre mesi fa è ancora in fiore, così anche la calendula,e noto che sta crescendo una zucca, uno dei tanti semi lanciati a caso per l’orto,una volta ho sentito un anziano contadino dire; “il seme deve prendere la luce”, in effetti è così che succede in natura, il seme non si sotterra da solo!

Ogni giorno conio un nuovo aggettivo per il mio orto; orto insorto o ribelle, perchè non uso le tradizionali tecniche agricole, eroico, perchè sono senza mezzi meccanici su dei ripidi terrazzamenti, lisergico, per il kaos ordinato che regna, umile perchè uso metodi naturali senza la presunzione di molti contadini, antico, perchè come i contadini di una volta parto dal seme fino al ciclo completo della pianta fino al recupero dello stesso seme….

Dopo un mese e più ricominciano le piogge, tanto che il fiume oglio sotto di noi spaventa per la piena, mi reco nell’orto ma senza far nulla, a parte seminare una busta di rapanelli trovata nello zaino, solo domenica 9, essendo una bella giornata io e la mia compagna e collaboratrice orticola approfittiamo per proseguire coi lavori. Lei si dedica al quinto piano,  ama tagliar rovi, io non potrei, porto tutto l’anno calzoni corti, quel piano l’ha preso come una sfida, dovrebbero essere circa 250 mtq, è dove seminerò patate e verze. Io invece decido finalmente di eliminare un mucchio di rami di vite che da 3 mesi IMG_2103mi porto in giro, ho dovuto spostarlo 4 volte per poter lavorare, armato di forbice(come al solito!) trincio le ramaglie per fare un cippato ,da stendere su una parte dell’orto e su un bancale che mi sembra sterile e povero di sostanze, i rami più grossi difficili da sminuzzare li stendo su dei camminamenti dove cresce l’erba alta. toh! è ritornata anche la talpa ,nel solito posto; l’aiuola in cima, ha smosso più terreno del solito….ci sono ancora api che si posano suoi fiori, e dei bruchi mangiano i bacelli della rucola andata in fiore, lasciamo che si nutrano anche loro….oggi son più soddisfatto del solito del “lavoro”

Il tempo è ancora incerto, se non piove, pioviggina. Ho fatto dei progressi, non impreco più mentre salgo in macchina per la strada stretta che porta all’orto, i primi giorni ho spianato lo specchieto, ora salgo più con sicurezza e a volte spavalderia. Da un pò mi chiedevo come avrei fatto d’inverno a salire, magari con la strada piena di neve o ghiacciata, poi il presidente dell'”agricolasociale onlus” che ha un paio di ettari appena sopra, mi ha tolto il dubbio spiegandomi che più sopra abita una famiglia che si occupa della manutenzione della stradina durante l’inverno.

Continuo a far lavoretti qui e là, per un senso estetico ma più che altro per praticità e per recuperare più terreno possibile, che sia coltivabile, in certi momenti penso tra me se non stò troppo interferendo con l’equilibrio naturale di questo fertile appezzamento, la risposta la trovo guardandomi intorno; anchio cerco di sopravvivere, non vorrei mai cadere dal ripido terrazzamento e spezzarmi il collo proprio per una delle IMG_0548cose che amo di più, cerco solo che camminamenti e aiuole siano più pratiche per passarci e lavorarci, in fondo le trasformazioni che sto attuando sono minime, e osservando il tutto mi rendo conto che questa terra ha un suo equilibrio di cui ne faccio parte, io l’ascolto l’osservo e la rispetto…Giro il compost, è ricco di lombrichi e sembra che proceda come voglio io, a volte porto degli scarti della cucina di casa, ma non voglio esagerare, ci son già troppi moscerini attirati dai fichi caduti sul mucchio, anche questo deve avere un suo giusto equilibrio,il compostaggio che ho usato nell’altro orto la scorsa primavera era ricco e fertile,ma ricco anche di semi di infestanti che poi han germinato,l’importante è che al suo interno si raggiunga una temperatura elevata così da rendere i semi delle erbe infestanti sterili, e il grado di umidità che dovrebbe corrispondere a quello di una spugna strizzata, ho messo dei rami al suo interno così che non sia troppo pressato e defluisca l’acqua piovana

La pianta di dragoncello è diventata enorme, un cespuglio,così taglio qualche rametto per fare delle talee, vedremo se radicheranno, è una pratica  IMG_2115che conosco poco….trapianto delle coste rosse rhubard, che avevo fatto crescere in vasetto a casa, sono stato costretto a  metterle nell’orto, per toglierle alle grinfie dei gatti che ci dormivano sopra,così anche per delle piantine di cavolo,che penso sia  nero di Toscana ma non sono sicuro, questi ultimi li avevo fatti crescere dentro delle bottiglie tagliate, con il colletto girato in giù, così che potevano ricevere acqua per osmosi. Colgo del remulass nero, cantando la bella la va al fosso, sono enormi e cresce ovunque nell’orto, è la prima volta che semino questa pianta, molte hanno fatto il fiore e i bacelli, così di li a poco potrò raccoglierne le semenze, raccolgo anche dei rapanelli, sono piccoli ma deliziosi…adoro gli ortaggi croccanti, li mangio sul posto anche se sporchi di terra.

Solo oggi, pensandoci bene, mi rendo conto che il mio vicino, quello simpatico, che tiene la vite parallelamente a tutti i miei terrazzamenti ,da quando son qui; cioè i primi di agosto, non ha dato trattamenti alle piante,bene! tra le mie ortive e i suoi vitigni ci sono solo 3 metri di prato. In fondo produce “l’acetello di Montepiano”, un vino molto contadino e umile, poco apprezzato dai forestieri, acido, ma che non da il mal di testa se esageri con la bottiglia, per l’assenza di solfiti, io essendo di origini Valtellinesi, sono immune; son cresciuto con vini acidi e umili, anche se preferisco il vino del mio amico Jonni http://camminarecontrovento.wordpress.com/2014/11/08/introduzione-alla-mia-viticoltura-in-valtellina/.

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costa yellow

Più di una persona ultimamente mi ha detto; “non puoi più seminare ora”, ma come? non ci sono ortaggi invernali? per esempio c’è la lattuga invernale, lo spinacio puoi seminarlo praticamente tutto l’anno così anche ravanelli, la pastinaca adora il freddo, l’aglio, la cipolla invernale, il lattughino da taglio e le cicorie son molto resistenti, le biete…non sottovalutiamo le piante, in fondo cosa succede proprio in natura; il seme cade in autunno, restando a dimora per tutto l’inverno, sopportando pioggia,neve e gelo, fino alla primavera dopo quando germoglierà! Ho varietà di bieta da costa, cui lascerò passare l’inverno,lascerò solo una foglia e metterò della paglia intorno per proteggerle, cosìcche l’anno prossimo farà presto le semenze.

 Trovo l’erba cipollona, che è diversa dalla cipollina, la prima cresce anche fino ad un metro, recisa alla base, non è stata mangiata…non riesco a darmi una spiegazione! per fortuna ho ancora dei semi, ci riproverò l’anno prossimo. Raccolgo una verza, ultimamente mi piacciono più del solito, me le sogno anche la notte,e delle biete, purtroppo il mio cavagnin valtellinese che aveva fatto il cugino di mio nonno chissà quando, è inutilizzabile, le tarme si son mangiate il manico che si è sbriciolato tra le mie mani, devo ripiegare su un sacchetto in plastica per portare le verdure a casa. Devo assolutamente trovare dei volontari, bisogna ripulire il quinto, il mio amico Abdou, jazzista bohemienne, è latitante da un pò di tempo, troppo preso dal suo prossimo trasferimento in Senegal ,non mi toccherà mettere i calzoni lunghi?? scendo con la zappa, lavorerò almeno dove la mia compagna ha già tagliato i rovi, sono i muri di contenimento che attirano la mia attenzione, la gran parte son franati e l’unico pezzo ancora in piedi è preoccupantIMG_1772e, chiudo le grosse fughe tra i massi con qualche sassolino…e mi metto ad estirpar radici, altro che agricoltura del non fare stile fukuoka!!!! riesco solo a liberare un metro quadrato, è ora già di andare a pranzo. Mentre risalgo i piani,noto che i ravanelli seminati 4 giorni prima stan spuntando, e un pò ovunque del radicchio che avevo seminato a spaglio 3 mesi prima, gli piace farsi attendere!!!

E’ da un pò che manco dall’orto numero 1, cioè dove faccio il volontario, una scappata oggi è d’obbligo. stan tutti bene!! almeno le ortive, perchè il ragazzo ospite della comunità, che si occupa del verde con me, è IMG_1762caduto dal muretto, ora zoppica vistosamente, “maledetti psicofarmaci” penso. Il cavolfiore è diventato enorme, non ne ho mai visti di così grossi, problema; non ha fatto il fiore! chiamo l’amico che mi ha dato i semi, mi conferma che anche i suoi non han fiorito, solo 5 su 30. Mentre i finocchi e il broccolo calabrese stanno facendo i fiori e tra non molto i semi, le cipolle sospese si sono moltiplicate, e i radicchi hanno fatto un bel cespo, intanto raccolgo quelli di boraggine, che poi perdo sbadatamente, ne raccoglierò altri settimana prossima.

Ricominciano le classiche giornate da vallecamonica; se non piove, pioviggina, mi reco comunqueIMG_2282 nell’orto e per me diventa una bella giornata,proseguo nel trinciare i rami che sono un po ovunque, distribuendo i pezzettini ovunque, resto solo fino a mezzogiorno, nel pomeriggio c’è l’inaugurazione del biodistretto della valle….ma questa è un altra storia.

Il giorno seguente è una splendida giornata di sole, il termometro a mezzogiorno segna 24 gradi.Nella valle rimbombano gli spari dei cacciatori…anche questo fa parte della cultura del luogo! scendo al quinto terrazzamento, mi rendo conto che c’è tantissimo lavoro da fare lì, e tanti sassi nel terreno, causa i crolli del muro, ma cosa farne? alzo qualche muretto per fare delle aiuole rialzate, e un pò li ammucchio, già mi chiedo quante volte dovrò spostarli, trito tutti i rami possibili, lasciandoli sul terreno, anche se il terreno è già veramente ricco grazie all’humus creato dalle foglie degli alberi cadute per anni, ma anche questi sono incredibilmente tanti, e ne usciranno ancora quando poterò le piante su quel piano, penso che questa settimana dovrò andare a comprare una motosega, di seconda mano chiaramente …il tempo passa veloce, improvvisamente mi rendo conto che sono le 14.00, corro a casa, mi aspetta la mia compagna, fosse per me starei tutto il giorno al campo.

Penso che troppa gente abbia visto il video di emilia hazelip, e non ci ha capito nulla…questa piccola parentesi è perchè oggi sono arrabbiato, qualcuno è entrato nell’orto, ma non è questo il problema, non sono così legato alla proprietà privata, ma è il rispetto!!! mi hanno camminato sugli spinaci, un uomo di grossa corporatura visto che le orme erano decisamente marcate, forse cacciatori, mi han detto che domenica vicino al paese piovevano pallini di piombo, stanno esagerando.Inoltre i muri già bombati e pericolanti sembra siano peggiorati, probabilmente per le forti pioggie dei giorni scorsi…raccolgo delle biete, la mia compagna vuol fare i “malfatti”, almeno quello!!! buon appetito!

Così attendo il rovinoso crollo di un muro a secco, anche degli amici che son venuti nell’orto si sono accorti del vistoso rigonfiaIMG_2105mento, nel terrazzamento sopra ho notato una lunga crepa nel terreno con una fenditura di qualche centimetro…l’importante è che nessuno si faccia male. Intanto il 12 dicembre ci sarà una riunione in comune, l’amministrazione sta spingendo per il recupero dei terrazzamenti sopra il paese, e ci saranno finanziamenti per il rifacimento dei muri a secco, il sindaco è molto attivo per quanto riguarda il ritorno ad una agricoltura eroica ed è stato un fautore del biodistretto. Per il resto l’orto sta bene!!! tutto è in armonia, stanno crescendo molti spinaci  e biete un po ovunque, e anche dei fagioli che avevo comprato, essendo germinati li avevo lanciati casualmente nell’orto. Ho scoperto il nome di una pianta che fa delle stupende bacche rosa, è la “fusaggine”, ma ho scoperto anche che è altamente velenosa, ci sta veramente bene nel quinto terrazzamento, dove sto lavorando ora. Oggi voglio seminare della boraggine…

Oggi mercoledì 19, è stata una giornata stupenda, il sole rendeva gradevole la temperatura, le api cercavano ancora il nettare dai fiori, confermandomi che c’erano più di 15 gradi, ho approfittato del bel tempo per fermarmi tutto il giorno, facendo una breve pausa per una pizzetta e una birra, mi sono portato molto avanti col lavoro, ho fatto dei muretti a secco per delle aiuole rialzate così da poter riutilizzare tutti quei sassi di cui è pieno il piano, con la zappa ci ho dato dentro, tanto che ora ho la schiena a pezzi, per estirpare le radici dei rovi, tutte le ramaglie le ho tagliate grossolanamente a pezzi e stese sul terreno già pronto. Quando a mezzogiorno mi sono fermato per mangiare, seduto sulla mia panchina in sassi, osservavo alla mia sinstra il castello di Breno, e alla destra il paese di Malegno, ho pensato che ero tra due fuochi, due paesi che in passato hanno vissuto un industrializzazione selvaggia, fabbriche e capannoni che per anni hanno rilasciato nell’aria polveri e sostanze tossiche, che hanno avvelenato la popolazione, la risposta della gente agli ecologisti che cercavano di aprir le loro coscienze era; o fom o

jonni e il suo mehnir

jonni e il suo mehnir

fam, cioè; o fumo o fame, ma forse c’era una terza scelta, quella che pratico io, chissà cosa è caduto su questa bella terra per anni!! Nel primo pomeriggio mi raggiungono la mia compagna e sua figlia con il cane “Mia” e più tardi jonni, l’eroico viticoltore valtellinese, come sempre si premura che abbia una motosega e altri attrezzi, dice che pratico un agricoltura medievale, oggi è in forma, e ha voglia di lavorare, comincia con l’innalzarmi una specie di mehnir, una pietra lunga e squadrata, trovata nel terreno, progetta una stradina lastricata che attraversa quel terrazzo, e la realizza, buona idea per riutilizzare tutti quei massi, conversando di semenze antiche, biodiversità, biodistretto, e criticando le scelte agricole di molti, si fa buio, sono le 17.00, dobbiamo andare a casa, sempre io e jonni più tardi partiremo per milano, un concerto ci aspetta.

L’ultima settimana di novembre, riesco a recuperare tutto il terreno, che andrò a coltivare l’anno prossimo, sono consapevole che tutto questiinterventi potrebbero portare ad un disequilibrio, con conseguenti infestazioni di vario tipo, occorrerà del tempo quindi prima che si riformi il suo equilibrio naturale, è certo che negli anni a venire non interverrò più così massiciamente, seguirò più un agricoltura naturale, rinuncerò anche alla paglia, le limacce ci vanno a nozze, lascerò crescere le erbe spontanee in mezzo a quelle trapiantate da me, cercando solo in minima parte di controllarle, molta gente crede che le spontanee entrino in competizione con quelle piantate da noi; è l’esatto contrario, si aiutano vicendevolmente, in un ambiente non alterato si creerà il giusto equilibrio e sinergia tra piante, e avrò un minor consumo dIMG_2396‘acqua. A proposito di acqua, la mia compagna giorni fa,ha trovato le scale che scendono al sesto ed ultimo terrazzamento,proprio in fondo si trovano due vasche,in cui pare sgorghi dell’acqua sorgiva. Il sesto piano è sicuramente il più bello, grande, i confini del terreno si espandono verso sinistra, ed è la parte più pianeggiante, qui comunque non interverrò, lascerò questo boschetto e il suo microclima inalterato. D’ora in poi mi dedicherò a piccoli lavoretti, ci sono gran mucchi di ramaglie che dovrò triturare, ma anche grossi tronchi, per cui avrò bisogno di una motosega, visto che la mia filosofia è spendere il meno possibile la stò cercando di seconda mano, anche per il fatto che i soldi scarseggiano. Ieri sera mi son premurato di recuperare le antiche varietà di patate da seminare l’anno prossimo come ad esempio; le blu di Valtellina, le blu di Svezia o le parli, patate con gli occhi che assomigliano a pigne, e da poco ho scoperto che in vallecamonica c’è una patata autoctona; la patata san carlo, da non confondere con le stupide patatine!!

Mando un messaggio a Raffaella Nencioni, sicuramente in Italia una delle più esperte per quanto riguarda l’agricoltura naturale, in merito all’insistenza di molta gente nel mettere i cartoni per pacciamare il terreno, la cosa non mi ha mai convinto, ricordo da piccolo la cartiera di Tirano (so) e i processi chimici per fare la carta dalla cellulosa, e pure i rilasci chimici, oltre che una distesa di cartoni, non è bella da vedere nell’orto!! mi risponde; “Concordo con te a proposito dei cartoni: anche a me non piacciono a causa delle sostanze chimiche usate per fabbricarli, non me la sento di metterli nell’orto. Io uso la paglia di una mia amica che coltiva cereali antichi col metodo biodinamico, quindi sto tranquilla. Non è facile però trovarla così buona. Puoi usare sfalci d’erba non andata a seme e residui di pulitura degli ortaggi. Meglio del cartone è di sicuro”, mi levo ogni dubbio a riguardo.

   Dicembre 2014

L’ultima settimana di novembre è stata impegnativa, ho recuperato l’ultimo pezzo di terra, ora nella mia testa vedo bene il progetto e gli esperimenti che voglio fare, sicuramente non userò più paglia per pacciamare, oltre per il fatto che è difficile da reperire biologica, sto apprezzando sempre di più le erbe spontanee, pacciamatura viva, un orto-giardino10169258_10205394059277043_3823843394009919815_n che sia allo stato brado, più che  naturale. Ho acquistato una buona motosega di seconda mano, così sono partito con la pulizia dei boschetti, che mi darà legna da bruciare per l’inverno, il lavoro è faticoso e pericoloso per via della pendenza del terreno, e la sega pesante. Infine mi son deciso finalmente a mettere in sicurezza i muri, picchetti, tavolacci e puntelli recuperati un pò ovunque, sono già sull’auto, tenterò quest’impresa, se nel frattempo la pioggia di lunedì e domenica non ha dato loro la mazzata finale….troppo tardi, il muro dev’essere caduto fragorosamente la notte scorsa, sono un pò sconsolato, ma non importa, farò delle aiuole verticali sul cumulo e delle scalette, poi però ci son cose che ti tiran su il morale e ti fanno riflettere; osservo che crescono radicchi ovunque, anche nei posti più impensabili, un cespo si sviluppa crescendo tra le fughe di un mucchio di sassi, completamente ricoperto di vitalba…wow che forza hanno le piante!!! è una soddisfazioIMG_2527ne, ma trovo anche altri ortaggi, quelli che crescono meglio si trovano in uno stato completamente naturale e quasi abbandonato, questo mi motiva ancora di più nel fare un orto allo stato brado, un orto ribelle!!!

Accorre il mio amico jonni, armato di picco e pala, dopo aver saputo del crollo, cerchiamo di sistemare il tutto, conversando di politica, agricoltura e spiegandomi la sua filosofia, riusciamo ad alzare un bel pezzo di muro e qualche scaletta, vedo già nella mia fantasia il giardino verticale sul cumulo, sono soddisfatto…ricomincia a piovere, scappiamo.

Torno all’orto numero 1, dopo tanto tempo, anche in assenza dell’uomo tutto è perfetto, crescendo in IMG_2600condizioni completamente naturali, gli ortaggi sono prosperosi, molti ormai sono in fiore, cosa voluta, tra questi il broccolo calabrese, il roth kraut e il finocchio, fra non molto ne raccoglierò le semenze, così da riseminare l’anno prossimo nell’orto principale. Nel weekend mi reco in valtellina nella vecchia casa dei nonni contadini, dove recupero dei vecchi attrezzi, tra cui un erogatore a pompa che usavano i miei avi per dare il verderame alla vite, mi sarà utile quando farò i vari macerati di assenzio, ortica ed equiseto e con questi dovrò nebulizzare l’orto, come antiparassitari e fertilizzanti. La mia filosofia del recupero di oggetti utili va sempre meglio, anche IMG_2602grazie alla disponibilità di alcuni amici, i soldi che ho speso finora sono una cifra irrisoria.

Sabato 13 Dicembre; ora ho la certezza, i cacciatori entrano nell’orto, e senza alcun rispetto calpestano le mie ortive. Questa mattina mentre facevo i miei soliti lavoretti, ho sentito i pallini passare sopra la mia testa…erano nel mio terreno, a caccia di uccellini, e non si erano accorti della mia presenza…sono in guerra contro queste inciviltà.

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14 thoughts on “Evoluzione di un orto ribelle, passo dopo passo…

  1. Bello il tuo blog e anche, soprattutto, quello che fai… a proposito di “metodi” di prevenzione del dissesto idrogeologico ho letto che si hanno ottimi risultati con il vetiver. Se vuoi approfondire si trova facilmente on line parecchio materiale in proposito e c’è anche un sito (vetiveritalia.it) dove spiega i molteplici usi di questa pianta.

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