TERRA/VALLI

Lettera di un carcerato della valle; Cambio vita, dopo il carcere l’agricoltura bio.

Cambio vita, dopo il carcere l’agricoltura bio.

Il giorno in cui è arrivato il mio ordine di carcerazione ero nei campi a lavorare… Si, perché da un paio d’anni avevo deciso che avrei fatto l’agricoltore e tuttora è quello che desidero fare, appena uscirò da qui.
Negli anni vedendo l’Italia, e non solo, sprofondare nell’attuale recessione economica, riflettei a lungo su quale fosse la miglior cosa da fare. La conclusione fu: fare un passo indietro, per farne due avanti. Per me era tornare alla terra, combinando così il mio amore per la natura.

Il primo obiettivo era quello di rendermi autosufficiente, portare in tavola quello che producevo, per me e per la mia famiglia. Il secondo era quello di coltivare sano e genuino. Ovunque andavo, vedevo un inquinamento spietato, al supermercato, verdure, frutta. Più che essere coltivate, avrei detto fabbricate. E l’ultimo, un possibile guadagno, meglio ancora come forma di baratto. Chi fa una scelta radicale come questa, deve liberarsi dal consumismo sfrenato e dal superfluo. Questa pausa forzata in carcere, mi ha dato modo di approfondire, impegnandomi in letture sull’agricoltura alternativa, che sembrano più dei saggi di filosofia e teologia. Le idee di questi libri ribaltano completamente il sapere della società occidentale, passato da generazione in generazione. Oggi la gente crede che bisogna ammazzarsi di fatica per mantenere un campo, mentre bisognerebbe cooperare di più coi cicli naturali, le colture intensive sono contro natura, i parassiti, le erbacce, il non arare, il non concimare hanno un ruolo fondamentale nella fertilità di un terreno e nell’equilibrio biologico. Possiamo osservare tutto questo ovunque nella natura spontanea e selvaggia, durante tutto l’anno.
Oggi, attendo con un po’ di frustrazione il momento di uscire, per poter mettere in pratica il mio sapere e quello che sto apprendendo ogni giorno, poter sperimentare, sedere ai bordi di un orto, sulla terra scaldata dal sole, veder crescere quello che ho seminato. Un agricoltura sana e completa, nutre l’intera persona, corpo e anima.

 l.c.

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