VALLI

Il bala creéla

43051Ancora oggi passeggiando la domenica in alcuni comuni della valle, come Gianico ed Erbanno, ci si può imbattere in paesani che in mezzo alle vie dei loro paesi giocano al bala creèla; bala da palla, creèla da tamburello che veniva fissato a terra con la sabbia, e sul quale il battitore, rimbalzava la palla, di solito in pelle, per ribatterla verso la squadra avversaria. Il punteggio era simile al tennis e le squadre erano composte da un numero di giocatori che variava dai quattro ai sei. L’antico giuoco di piazza camuno, è certo che una volta si giocava in tutti i  paesi della Vallecamonica; da Pisogne a Sellero, in molti di questi il gioco variava in base alla conformazione dello spazio urbano dei centri abitati, è certo che a Lovere e Breno che avevano una forte componente borghese giocassero con il tamburello invece che fare la battuta con la mano (figurati se i Brenesi si sporcavano le mani!), era talmente popolare che in alcuni paesi si giocava anche in più luoghi o frazioni, si svolgevano regolari tornei e gare tra i vari comuni, cui partecipavano anche rappresentative aziendali degli stabilimenti della valle.Solitamente in palio c’era, oltre che l’onore, un fiasco di vino o una bevuta all’osteria più vicina, così che le accese rivalità finivano in un festoso convivio. Come molte tradizioni del passato era quasi scomparso, causa anche il traffico urbano che si era intensificato nel secondo dopoguerra, dovendo così lasciare le vie del paese alle autovetture. Alcuni nostalgici (per fortuna c’è chi ha ancora nostalgia) lo ripropongono durante le giornate “del bene e del bello”.

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2 thoughts on “Il bala creéla

  1. Ciao ho visto il tuo video da pochi giorni abbiamo costituito l’associazione per il gioco della Bala Creela a Gianico, ci trovi su FB, la nostra mail è amicidellabalacreela@libero.it, . Scopo dell’Associazione ludica culturale e sportiva “Amici della Bala Creela” è la promozione , conservazione e diffusione dell’antico gioco di piazza della Bala Creela elemento caratteristico della tradizione e dell’identità culturale dei Paesi della Vallecamonica e di tutti i giochi di strada intesa nella sua eccezione più ampia e nelle sue molteplici forme.Grazie per condividere con noi la passione del gioco.

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  2. Sono orgogliosa di appartenere al magico “popolo” kamuno e oltremodo felice nello scoprire sempre più spesso persone come te Tellincamuno, mi fanno rinascere speranze e gioie : le robe vecchie non hanno perso il loro fascino, anzi : è bellissimo vedere i giovani appassionarsi ai giochi dei loro antenati , andare d’accordo con quelli un pò “più in là negli anni” ed il paese muoversi verso la valorizzazione di queste pratiche antiche ma sempre divertenti. Non sono originaria di gianico , vi risiedo da parecchi anni e mi fa sempre moltissimo piacere assistere al rinascere di interessi e gruppi di collaborazione , in questo paese particolarmente attivi.Forse perchè già durante la festa della “Madonnina” nascono alleanze e si superano tante difficoltà, tutti insieme.Grazie per le cose che scrivi, ti ho appena scoperto grazie alla “bala creèla”, ma mi piace moltissimo anche tutto il resto.Giuliana -gianico

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